martedì 30 ottobre 2012

Di cose ed altre cose...

Vecchia segheria idraulica del monastero, ora laboratorio di pittura.
Da diverso tempo mi occupo di fumetti, da un po' meno tempo mi dedico anche alla pittura. Ho sempre temuto che queste due cose, insieme, potessero essere distraenti. Il tempo è quello che è e la vita è già piena di tante contingenze che fanno il loro attrito. Eppure. Come è vero che quello che facciamo riflette, almeno in parte, quello che siamo è circolarmente vero pure il contrario. Lo è per le esperienze della vita, del lavoro creativo e di tutto quello che, pur percepito come un ostacolo, ci costituisce. Sono tutti affluenti che finiscono in un unico soggetto, che sia un fiume od un torrente.

Sono stato lontano da questo blog per varie ragioni. La prima è stata il non ritenermi pronto, quantomeno a livello organizzativo. La seconda è stata non credere molto in quel che facevo. La terza è stata effettivamente il lavoro che divergeva in pieghe che non mi aspettavo e che non sapevo ben inquadrare a livello di progetto in progresso.
 Da metà Luglio vivo in una casa nel bosco a pochi metri dal monastero di Camaldoli, insieme ad altri ragazzi che come me partecipano ad un progetto che rifletta sui mille anni di esistenza di questa comunità di monaci eremiti. L'aspetto contemplativo che riguarda quei luoghi sperduti nei boschi del Casentino e chi da mille anni li vive e li cura ha molto a che vedere con la pratica della pittura. La riflessione contemplativa ceduta alla materia è la base dell'arte figurativa. La pratica di questo è una forma di meditazione che difficilmente mi evita ripercussioni sul modo di osservare e percepire la concretezza delle cose che mi circondano.

 Gli ovali che qui vedete sono piccoli dipinti che riprendono le fotografie sulle tombe del piccolo cimitero storico di Santa Fiora, sul monte Amiata, dove ho partecipato ad un altro progetto lo scorso anno. Sono ventotto. Le persone raffigurate sono tutti minatori, impiegati nelle miniere di mercurio. Le fucilazioni dei tedeschi li hanno sottratti ad una lenta morte per silicosi, esito tradizionalmente scontato del lavoro nelle miniere che durante la guerra cercarono di difendere. Sono stati esposti lo scorso anno, in Aprile, nel corridoio di Palazzo Medici Riccardi a Firenze.
 Questo blog è nato come il blog di un aspirante autore di fumetti. All'Accademia di Belle Arti, a Firenze, mi hanno sempre detto che le due cose erano difficilmente conciliabili. Me ne parlavano come una differenza di approccio, prima di tutto, della necessità di scindere fra quel che è "grafico" e quel che è "pittorico". Ad un certo punto l'argomento virava sulla pretesa superiorità (quasi morale) della pittura rispetto ad un'arte minore (la cui elezione ad "arte" suonava discutibile) quale il fumetto. Questa è la "Vox populi, vox Dei" di chi è legato ad un ambiente che vive della nobiltà di un retaggio e che tende a trincerarsi su quello, come unico chiodo rimasto a tenere attaccato al muro un dipinto ed il suo valore nel mondo contemporaneo. Eppure gli esempi di eccezione non mancherebbero. Anche senza scadere nella facilità di un approccio pop surrealista, che viene sempre più sbandierato come risolutivo e che spesso mostra ad un occhio appena attento tutta la sua superficialità.
A molti amici ho detto che sto facendo un libro. Una di quelle che in libreria chiamano "graphic novel" per distanziarle dal ghetto delle pubblicazioni metallizzate di uomini in calzamaglia o dalle riviste da età prepuberale. Si, lo sto facendo. Non so quando sarà finito. Prometto che vi terrò aggiornati. Davvero. Ma non qui.

Questo blog ha fatto il suo tempo. Ne aprirò un'altro a breve, quando avrò una quantità di materiale un po' più corposa da mostrare. Per ora ci si saluta, nell'attesa dell'ultimo post, dove indicherò un nuovo indirizzo, se non due...

Bene, allora, a presto e, oh, ci si vede a Lucca!